Il Movimento moderno di Vienna

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Schloß Schönbrunn Kultur- und Betriebsges.m.b.H.
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Camera Jugendstil dell’architetto stiriano Forabosco, 1905

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sedia Josef Hoffmann

Il Movimento moderno di Vienna

Intorno al 1900 a Vienna tutti i settori artistici subirono profonde trasformazioni: nel 1897 la cosiddetta Secessione si era dissociata dalla Künstlerhaus, l’associazione ufficiale degli artisti viennesi. Scegliendo come nuovo credo il motto”AD OGNI TEMPO LA SUA ARTE, ALL’ARTE LA SUA LIBERTA’“ gli artisti della Secessione diedero una sede al Movimento moderno con l’edificio omonimo progettato nel 1898 da Joseph Maria Olbrich (1867-1908).

Allo stesso tempo anche alla direzione del Museo austriaco per l’arte e l’industria (oggi: MAK) e dell’istituto per le arti minori Kunstgewerbeschule subentrò una nuova generazione, per cui Josef Hoffmann (1870-1956) e Kolo Moser (1868-1918) furono chiamati a insegnare nella scuola.

Ciò condusse anche nel campo della civiltà dell’abitare ad un rinnovamento estetico. I presupposti teorici della riforma formale viennese a cavallo fra i due secoli si devono a Otto Wagner (1841-1918), il quale già dal 1894 deteneva la cattedra di architettura  presso l’Accademia di belle arti, e alla sua opera “Architettura moderna”, pubblicata nel 1896. Egli vi si fa fautore di un nuovo stile creato dagli artisti, che doveva subentrare al pluralismo stilistico storico: “Ogni moderna creazione deve corrispondere ai nuovi materiali ed alle esigenze del presente, se si vuole che sia adeguata all’umanità moderna.“

Ispirandosi alla dottrina di Otto Wagner secondo cui "(…) niente di quanto sia visibile allo sguardo nasce se non ci si è prima consacrati all’arte”, ed alle riflessioni teoriche del movimento inglese “Arts and Crafts“, Josef Hoffmann e Kolo Moser fondarono insieme al finanziere e mecenate Fritz Waerndorfer nel 1903 la “Wiener Werkstätte“, per trasformare tutti gli aspetti dell’esistenza mediante oggetti d’uso comune di elevato valore.

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